
Quando si inizia il viaggio del risveglio, spesso ciò che ci muove è un urgente bisogno di cambiamento, a volte perché il dolore ha bussato inaspettatamente alla nostra porta.
Man mano che si avanza, si può percepire la crescita, riconoscere piccoli o grandi traguardi, e iniziare a sentirsi più liberi e autentici… prima o poi, però, si arriva al momento decisivo, di cui vorrei parlarti in questo articolo.
Una caratteristica distintiva della psiche (o mente) umana è la continua proiezione di ideali. Per quanto riguarda il viaggio interiore, la mente proietta sempre un “noi stessi ideale”, senza infelicità, problemi, gelosia o pensieri ed emozioni negativi, per così dire.
in particolare, con quegli aspetti che vengono stigmatizzati o giudicati come indesiderabili, visti spesso come indicatori di una mancata crescita o trasformazione.
L’altro giorno, una persona mi ha posto una domanda fondamentale, che mi ha ricordato quando iniziai, anche io, ad addentrarmi nelle verità nascoste di questo viaggio interiore.
Stavamo parlando di come il dolore non sia mai un nemico ma una spia che ci dà la possibilità di vedere cose che trasformano la nostra percezione ed esperienza: questo accade solo se quel dolore non viene negato né troppo analizzato, ma semplicemente vissuto. È in questo contesto che lei mi ha detto:
“Daniel, io sono arrivata al punto in cui riesco a riconoscere il dolore, sì, ma mi fermo e non vado oltre. Provo paura perché so che, se mi ci confrontassi, dovrei accettare cose di me non belle, come per esempio la gelosia. E dovrei dire a me stessa: sei gelosa.”

Ed è proprio questo il punto di svolta di cui stavo parlando prima: quando si arriva in modo inevitabile a fare questo passaggio. Allora, se ti trovi in questa situazione, devi sapere alcune cose che ti possono guidare e aiutare.
Quando la mente percepisce la possibilità di perdere il controllo della tua vita, cercherà di rimandare in tutti i modi il confronto. Ma poiché noi ci identifichiamo con il nostro dialogo interiore, ecco che concludiamo: sono io che mi sto fermando. Bene, adesso lo sai: non sei tu che ti stai fermando, è la mente a farlo, la mente che sa solo giudicare ma non accettare.
Anzi, la vera accettazione non è mai frutto di uno sforzo personale, ma è un qualcosa che si può riconoscere solo dopo che è avvenuta; quindi, succede da sola, quando hai visto ciò che crea resistenza in te. Questa accettazione è sempre liberatoria e non può essere prodotta attraverso il pensiero o la mente.
Non importa quale sia la verità: se ti rendi disponibile a confrontartici e a riconoscerla, sarà la verità che, lavorando su di te, ti libererà dall’idea di brutto o sbagliato. Ma soprattutto, ti libererà dall’idea di dover essere diverso da quello che sei. Il risveglio interiore non è un movimento psicologico di arrivo ad essere o diventare qualcuno, ma un semplice viaggio di riconoscimento continuo di te stesso, senza condanna.
Non sei tu ad avere questa paura; è ancora la mente. Il cuore della mente è la paura, e se sei arrivato qui, allora sei nel suo epicentro. A questo punto, non ti resta altro che fare un salto nelle fauci di quella paura e vedere cosa succede. L’unica cosa che ti posso dire, e non voglio spoilerare la scoperta, è che, se ti affidi al processo, ti troverai faccia a faccia con una libertà pura, che è indipendente dai contenuti della mente, ovvero dalla gelosia, dalla paura, dal brutto (o quello che è).
Questa libertà è molto intima e spontanea, e richiede solo di essere disponibili a confrontarsi con la verità di se stessi, momento per momento, qualsiasi essa sia.
Questo è il cuore del risveglio, un viaggio di liberazione da ogni forma di etichetta o giudizio, sulla propria realtà interiore, scoprendo per la prima volta questo paradosso: anche se c’è gelosia o paura, o quello che sia, puoi essere al 100% a tuo agio con qualunque cosa, devi solo vederla per quello che è.
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